Diario del grower – Parte II

Gli strumenti indispensabili per una perfetta coltivazione indoor

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Dopo la prima puntata del nostro “grow diary” avete finalmente acquistato la vostra growbox (o selezionato il vostro spazio di coltivazione)? Vediamo adesso come ottimizzarlo al meglio per poter crescere le nostre bimbe nel miglior modo possibile.

Gli strumenti indispensabili per la coltivazione indoor (parleremo di outdoor con uno speciale dedicato alla guerrilla visto il periodo dell’anno e serra più avanti) sono tutte quelle cose che ci permettono di mantenere parametri stabili ed ottimali: lampade, materiali riflettenti, estrattore-intrattore con tubi di raccordo, termoigrometro, ventilatori, reti e strumenti di supporto, misuratori di EC e PH, timer, prolunghe e ciabatte elettriche, forbici da pota. Tra gli strumenti non necessari per le piante, ma spesso necessari per la nostra incolumità, annoveriamo il filtro ai carboni attivi, che ha la funzione di rendere il nostro giardino segreto il più “stealth” possibile, evitando che il profumo dei nostri fiori succulenti arrivi a nasi “sgraditi”. 

Tra i non indispensabili (perché necessari solo in determinati casi) abbiamo invece riscaldatori, climatizzatori, umidificatori e deumidificatori. Se abbiamo scelto un luogo ideale, non ne avremo bisogno nella maggioranza dei casi. 
Le lampade sono di fondamentale importanza, in quanto la cannabis è una grande “divoratrice” di luce ed è quindi importante fornirgliene a sufficienza e della giusta intensità. Esistono diversi sistemi di illuminazione, dalle vecchie ma sempre efficaci HPS, fino alle nuove e performanti quantum board LED, passando per neon, CFL, CMH, MH, LEC, plasma… Dedicheremo un capitolo apposito alla scelta della lampada migliore (se siete nel momento del doverne acquistare una, scrivete e sarà mio piacere rispondere e dare supporto immediato per guidarvi nella scelta). Per il momento il consiglio è quello di affidarsi a marchi conosciuti e di evitare improbabili “cinesate” su siti di e-commerce a prezzi troppo bassi, soprattutto ora che è possibile trovare buone lampade a prezzi concorrenziali da fornitori seri. 

L’estrattore è molto importante nelle growbox in quanto permette di svolgere una tripla funzione: l’immissione di aria nuova (e quindi di ossigeno e CO2) e controllare umidità e temperatura. Genera anche una pressione “negativa” che favorisce lo sviluppo delle piante. In commercio ne esistono molti, ma ricordate la sacra regola: chi più spende meno spende, acquistate prodotti di qualità perché non c’è cosa peggiore che trovarsi a dover cambiare qualcosa nel momento sbagliato. Gli estrattori si differenziano per tipologia (tra i più utilizzati ci sono gli elicoidali), ma il fattore più importante è la portata, espressa in metri cubi. Fornire aria “fresca” eviterà la formazione di ristagni, rendendo più difficile il proliferare di muffe, patogeni e rendendo la vita meno facile ad alcuni parassiti. Necessitiamo di almeno 70 ricambi ogni ora per apportare la giusta quantità di aria, pertanto dobbiamo calcolare i metri cubi del nostro ambiente e moltiplicarli per 70 per avere la portata del nostro estrattore ideale. Ad esempio, per una growbox di 1x1mt e alta 2mt, faremo 1x1x2 ed otteniamo 2m³ che moltiplicati per 70 fanno 140m³ e quella dovrà essere la portata minima del nostro estrattore. Per 80x80x180cm avremo 1,15m³ e quindi basterà un estrattore da 81m³. 

Oltre che la portata, nella scelta bisogna valutare anche la silenziosità (su alcuni modelli è espressa in db), non è bello avere il rumore di un aereo nella propria camera da letto! Comprarne uno potente il doppio e farlo lavorare a metà potenza, potrebbe essere una buona soluzione per ridurre la rumorosità. Importante utilizzare tubi di raccordo di qualità, per garantire durata e assenza di contaminazioni luminose. Consiglio di posizionare una rete anti insetti nei tubi di ingresso e di uscita.

Il termoigrometro serve a monitorare che temperatura e umidità siano ottimali, un modello digitale, con sonda e memoria, svolgerà egregiamente il suo lavoro per anni a fronte di una spesa modesta. Inserire uno o più ventilatori (meglio se oscillanti) è importante in quanto oltre a garantire una movimentazione interna di aria, stimola le piante ad irrobustirsi. Attenti però! Se troppo potente potrebbe creare bruciature da vento e stressare le nostre bimbe! Il vento deve accarezzare le foglie e far leggermente ondeggiare i fusti, non serve creare un tornado! 

Su reti e strumenti di supporto dedicherò un capitolo a parte quando parlerò di scrog e altre tecniche, per il momento posso dire che sono utili in caso di genetiche iper produttive o con struttura debole, che tendono a piegarsi (e a volte a spezzarsi) in fioritura, quando il peso delle cime diventa eccessivo. 

I misuratori di EC e PH sono presi sottogamba e ritenuti non necessari dagli hobbysti… Gli stessi hobbysti che però poi mi contattano perché non riescono a spiegarsi come mai le loro piante siano improvvisamente tutte ingiallite e sofferenti! Avere un PH corretto significa fare in modo che le piante possano assorbire correttamente tutti gli elementi. L’EC invece permette di verificare che i fluidi che stiamo fornendo siano giusti, evitando pericolosi overfert o carenze. 

Il timer ci servirà per fornire le giuste ore di luce e di buio. Collegato all’estrattore, invece, può servire per programmare i cicli di immissione aria. Collegato ad una fonte di riscaldamento (barre riscaldanti, stufetta ecc ecc) può aiutare ad avere temperature corrette. Un buon timer analogico costa pochissimo ed è più che sufficiente per la maggior parte delle installazioni. Sulla cavetteria elettrica è importante capire che non è qualcosa dove si deve andare a risparmio. 

Con l’elettricità non si scherza e troppo spesso si leggono notizie di growbox e case incendiate a causa di impianti elettrici sottodimensionati o fatti male. Questo non deve succedere! Utilizzate solo cavi di sezione adeguata, eliminate qualsiasi cavo spellato o presa rovinata e comprate materiale di qualità con le apposite certificazioni. Quindi, oltre a posizionare la growbox più vicino possibile alla presa di corrente, controllate la portata in watt scritta sulla presa (generalmente 1500w nelle abitazioni) ed assicuratevi che sia sufficiente per la portata della vostra grow a pieno carico. A quel punto collegate la prolunga della giusta lunghezza (evitate arrotolamenti o piegamenti di cavo) e terminate con una ciabatta che abbia anche prese schuko. Evitate ciabatte con interruttori illuminati perché possono causare stress nelle ore di buio. 

Le forbici da pota sono necessarie per effettuare eventuali tagli durante il ciclo. Bene…abbiamo installato la nostra lampada, collegato correttamente tutto a delle prese e prolunghe elettriche di qualità e abbiamo acceso tutto per verificare che ogni strumento funzioni correttamente. Non ci resta ora che scegliere vasi, tipologia di coltivazione (terra, cocco, hydroponica, aeroponica, acquaponica) e linea di fertilizzanti e siamo pronti per germinare il nostro primo seme! Ma questo lo scopriremo nella prossima puntata! 

Stay green!

In questo articolo non si vuole in alcun modo incentivare e/o promuovere condotte vietate dalle attuali leggi vigenti. In Italia la coltivazione di piante di cannabis con tenore di THC superiore allo 0,6 è vietata. I contenuti sono da intendersi esclusivamente ai fini di una più completa informazione personale e di cultura generale.

sorgente:BeLeaf Magazine

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