Patologie sociali come limitazioni.

La cannabis medica è una soluzione per il 90% della popolazione?

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Sempre più spesso, purtroppo, giovani e meno giovani ricorrono all'uso sconsiderato di psicofarmaci e antidepressivi, perché sono a basso costo e facilmente reperibili in farmacia. La cannabis terapeutica, invece, a causa della manipolazione culturale perpetrata per anni, non viene riconosciuta dalla popolazione nella sua importanza e comprovata componente farmaceutica.

Cannabiservice InfoPoint nasce, in tutta Italia, con lo scopo di divulgare informazioni di tipo sociale, culturale e medico sia per ampliare il canale conoscitivo della cannabis, sia per avvicinare sempre più persone all'uso terapeutico della stessa, in quanto ogni dipendenza "ludica" è sintomatica di una patologia sociale non riconosciuta

Difatti, come riporta il sito Avvenire.it "La diseguaglianza è questione di vita o di morte. Perché essa uccide o danneggia la salute delle persone. .. Secondo la Commissione, la speranza di vita e la probabilità di contrarre alcuni tipi di malattia sono legate a doppio filo alla «condizione socioeconomica dell’individuo».
A questi ultimi aggiungiamo i Disturbi Emotivi Comuni (DEC), ossia, “patologie molto frequenti nella popolazione generale e negli ambulatori dei medici di base. Si tratta di stati d'ansia o depressivi, lievi o moderati, oppure condizioni di stress cronico, insonnia, paure immotivate (fobie), idee ossessive, sintomi corporei di origine psicologica, ecc. Anche se considerati disturbi "minori", i DEC possono causare una significativa sofferenza nel soggetto e nella propria famiglia. La qualità della vita non è buona; la vita lavorativa è insoddisfacente come pure la vita affettiva. Questi disturbi producono dunque un certo grado di disabilità, ma spesso non vengono riconosciuti dai medici di base oppure sono scambiati per patologie organiche."

PATOLOGIE SOCIALI come limitazioni:

questo perché esse tendono a ridurre o deformare le possibilità di vita presupposte come normali o sane. Ma quali sono le idee di "normalità" e "sanità" a cui fanno riferimento concetti come quello di estraniazione, massificazione (spersonalizzazione dell'individuo, perseguita per ovvi motivi dai regimi totalitari, oppure come diretta conseguenza della civiltà dei consumi), o nevrosi?
Viviamo in una società ancora piena di condizionamenti errati che tendono ad ampliare e/o aggravare le condizioni esistenziali di un gran numero di persone, che hanno il diritto di curarsi come desiderano (secondo l'articolo 32 della costituzione).

Scegliere la cannabis terapeutica come metodologia di cura significa cambiare su vari aspetti l'approccio alla guarigione: innanzitutto si predilige la scelta di una pianta naturale dalle molteplici proprietà che ridurrebbe - e anche di molto - l'inquinamento, rispetto a un utilizzo dei più comuni farmaci chimici prodotti in laboratorio. Inoltre, sulla base di innumerevoli ricerche scientifiche, l'utilizzo della cannabis aiuterebbe il paziente su vari aspetti: quello fisico in primis.

Nella nostra società è diventato fondamentale dare il giusto peso ai disagi psico-emotivi poiché coinvolgono il 90% della popolazione. 

Abraham Maslow, uno psicologo che ha contribuito alla rivoluzione delle discipline psicologiche, già nel 1954 elaborò un modello motivazionale dello sviluppo umano basato su una gerarchia di bisogni. 
Il modello si presenta su schema piramidale, nel quale alla base troviamo i bisogni fondamentali ed essenziali alla sopravvivenza (fame, sete, sonno...); subito dopo troviamo i bisogni di SICUREZZA (protezione, tranquillità, soppressioni di preoccupazioni ed ansie...); si prosegue con i bisogni di APPARTENENZA (essere amato e amare, far parte di un gruppo, cooperare, partecipare...); in seguito troviamo i bisogni di STIMA (essere rispettato, approvato, riconosciuto... per sentirsi competente e produttivo) e infine i bisogni di AUTOREALIZZAZIONE (realizzare la propria aspirazione individuale a essere ciò che si vuole essere sfruttando le potenzialità e facoltà mentali e fisiche).
Il modello di Maslow fa risalire le spinte motivazionali a fattori interni, e questo già basterebbe a giustificare la ricerca dell'utilizzo di sostanze psicotrope nella popolazione, ma Alex Honneth, l'esponente di spicco della cosiddetta terza generazione della scuola di Francoforte, nel suo saggio del 1996 propose la definizione di PATOLOGIE SOCIALI come "limitazioni che la forma di vita sociale impone all'autorealizzazione dell'uomo", suggerendo, quindi, quanto l'interazione con l'ambiente esterno diventi determinante e contribuisca alla nascita delle suddette PATOLOGIE SOCIALI.

La medicina moderna, fino a poco tempo fa, faticava ad accettare l'idea che ad ogni sintomo fisico potesse corrispondere un problema psico-emotivo, ma grazie alla diffusione sempre più su larga scala di altre metodologie di cura, si è arrivati alla comprensione e all'accettazione ufficiale che la psiche abbia una funzione e un peso determinante nella vita di ogni persona.

 

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