Cannabis terapeutica e farmacia di prossimità: come ricevere il farmaco da un’altra farmacia

Una farmacia può ricevere cannabis terapeutica preparata da un’altra farmacia? SI. Guida a prescrizione, spedizione farmacia-farmacia, presa in carico, custodia e ritiro.

Pubblicato il:

Temi: 

  • Leggi
  • Medicina
  • Ricette
CannabiService · Informazione professionale
Cannabis terapeutica e farmacia di prossimità: come ricevere il farmaco da un’altra farmacia

Una farmacia di prossimità può essere coinvolta nella ricezione di una preparazione magistrale a base di cannabis allestita da un’altra farmacia? Il quadro normativo e la giurisprudenza consentono di individuare un percorso protetto, tracciabile e professionalmente gestito.

Preparazione su prescrizione medica Rapporto farmacia-farmacia Presa in carico preventiva Tracciabilità e custodia
Nota tecnico-giuridica · 13 settembre 2026

Sistema protetto di accesso al farmaco: scarica l’approfondimento completo

CannabiService mette a disposizione di farmacie, farmacisti, professionisti e pazienti la nota “Cannabis terapeutica e sistema protetto di accesso al farmaco – Farmacia di prossimità, equivalenza funzionale e continuità terapeutica” .

Approfondimento a cura di Mattia Cusani, Giurista e Direttore Generale CannabiService e Avv. Giacomo Bulleri.

Il documento ricostruisce il quadro normativo, la sentenza del Consiglio di Stato n. 6877/2024, il precedente della Cassazione n. 48839/2022 e le condizioni operative individuate per una presa in carico farmacia-farmacia tracciabile e professionalmente gestita.

Documento di carattere generale e interpretativo. Non costituisce assistenza legale riferita a singoli casi.

La domanda pratica

Una farmacia può ricevere una preparazione di cannabis destinata a un paziente?

Il problema si presenta soprattutto quando il paziente è seguito da una farmacia preparatrice lontana dal proprio domicilio e desidera poter ritirare il medicinale presso una farmacia più vicina.

Nel caso delle preparazioni magistrali a base di cannabis non stiamo parlando di una normale spedizione commerciale. Si tratta di medicinali soggetti a prescrizione e alla disciplina prevista per le sostanze sottoposte a controllo.

Per questo la questione non deve essere impostata chiedendosi semplicemente se un pacco possa essere “spedito a una farmacia”, ma se possa essere costruito un percorso professionale farmacia-farmacia nel quale siano conservate tutte le garanzie previste dalla normativa.

La risposta, secondo l’interpretazione approfondita da CannabiService, è sì: una farmacia di prossimità può essere coinvolta nella ricezione del preparato, purché sia stata preventivamente informata, abbia accettato la presa in carico e il trasferimento mantenga integralmente le garanzie professionali e documentali.
Il precedente centrale

Cosa dice il Consiglio di Stato n. 6877/2024

Il riferimento giurisprudenziale centrale è la sentenza del Consiglio di Stato, Sezione III, n. 6877 del 31 luglio 2024 .

Al § 14.2 la pronuncia prende in considerazione un sistema nel quale la farmacia di prossimità acquisisce la prescrizione, si attiva presso la farmacia preparatrice e riceve da quest’ultima il medicinale in sicurezza .

Paziente
→
Farmacia di prossimità
→
Farmacia preparatrice
→
Farmacia di prossimità
→
Paziente

È importante leggere correttamente la portata della pronuncia. La sentenza descrive questo meccanismo come un sistema capace di assicurare la necessaria protezione del medicinale e del paziente.

Non afferma espressamente che tale successione cronologica sia l’unica configurazione giuridicamente possibile.

La stessa sentenza riguarda inoltre una specifica controversia relativa alla circolare ministeriale del 23 settembre 2020: non è una fonte normativa e non trasforma automaticamente ogni passaggio descritto nella motivazione in un requisito legislativo autonomo.

Il dato decisivo è la funzione del sistema: evitare una movimentazione incontrollata del medicinale e mantenere il preparato all’interno di una catena professionale verificabile.
Equivalenza funzionale

E se la prescrizione viene inviata direttamente alla farmacia preparatrice?

È questa la situazione che può presentarsi frequentemente nella pratica. Il paziente è già in contatto con la farmacia che dovrà allestire la preparazione e trasmette direttamente a questa la prescrizione.

Successivamente individua una farmacia vicino a casa disponibile a ricevere il medicinale.

La sequenza diventa quindi:

Paziente
→
Farmacia preparatrice
→
Farmacia di prossimità
→
Paziente

Secondo la nota tecnico-giuridica predisposta da CannabiService, questa variante è giuridicamente sostenibile in termini di equivalenza funzionale quando realizza le stesse garanzie sostanziali del sistema descritto dal Consiglio di Stato.

La differenza riguarda infatti il percorso iniziale della prescrizione, non quello professionale del medicinale.

Non risulta una disposizione che attribuisca valore costitutivo al fatto che la farmacia di prossimità debba necessariamente essere il primo destinatario cronologico della prescrizione. Ciò che deve rimanere integro è il sistema delle garanzie.
Vuoi approfondire il fondamento giuridico? La nota completa analizza normativa, giurisprudenza ed equivalenza funzionale.
Apri il PDF
Le condizioni

Quando il percorso può essere considerato protetto

Perché questa impostazione sia sostenibile, CannabiService ritiene essenziale documentare e conservare le garanzie del percorso.

1. Prescrizione valida

La farmacia preparatrice deve acquisire una prescrizione valida e verificarla secondo la disciplina applicabile.

2. Paziente identificato

Il preparato deve essere destinato a uno specifico paziente e mantenere la corretta riferibilità alla prescrizione.

3. Farmacia scelta prima della movimentazione

Il paziente individua preventivamente la farmacia di prossimità presso cui desidera effettuare il ritiro.

4. Accettazione preventiva

La farmacia ricevente deve essere informata prima della movimentazione e deve dichiararsi disponibile alla presa in carico.

5. Comunicazione farmacia-farmacia

La farmacia preparatrice e quella ricevente devono poter comunicare direttamente e in modo tracciabile.

6. Trasporto tracciabile

Il preparato deve viaggiare secondo modalità compatibili con la sua natura e con gli obblighi applicabili alla movimentazione dei medicinali.

7. Custodia professionale

Dal momento della ricezione la farmacia di prossimità assume concretamente la custodia del preparato fino al ritiro.

8. Consegna corretta

Il medicinale viene infine consegnato al paziente o al soggetto legittimato, nel rispetto degli adempimenti applicabili.

Cosa deve fare la farmacia ricevente

Indicazioni operative per la farmacia di prossimità

Se un paziente chiede alla farmacia la disponibilità a ricevere la propria preparazione, il comportamento prudente non consiste nel ricevere passivamente un pacco.

La farmacia dovrebbe essere coinvolta prima della movimentazione.

  1. Verificare la richiesta del paziente. La farmacia deve sapere che verrà utilizzata quale punto professionale di ricezione della preparazione.
  2. Accettare espressamente la presa in carico. Non è opportuno inviare il medicinale a una farmacia che non abbia preventivamente confermato la propria disponibilità.
  3. Acquisire i riferimenti della farmacia preparatrice. Le due farmacie devono poter comunicare direttamente.
  4. Concordare le modalità di trasferimento. Mittente, destinatario, paziente e preparato devono risultare identificabili e il trasferimento deve essere tracciabile.
  5. Ricevere il preparato come farmacia. La farmacia destinataria assume una reale funzione professionale di custodia e non quella di semplice punto di deposito.
  6. Conservare il medicinale correttamente. Devono essere rispettate le condizioni di custodia e gli eventuali ulteriori obblighi derivanti dalla classificazione del preparato.
  7. Consegnare il preparato al soggetto legittimato. Devono essere rispettate identificazione e documentazione previste per il ritiro.
Un chiarimento importante

La farmacia di prossimità non sta necessariamente “vendendo di nuovo” il medicinale

Occorre distinguere la dispensazione e vendita originaria effettuata dalla farmacia preparatrice dal successivo ruolo professionale assunto dalla farmacia che riceve un preparato già riferito a uno specifico paziente.

È utile, sotto questo profilo, anche il principio espresso dalla Corte di Cassazione, Sezione VI, n. 48839/2022 .

La Corte ha affrontato una fattispecie nella quale medicinali confezionati singolarmente e accompagnati dal documento fiscale della farmacia venivano materialmente consegnati altrove.

Il principio valorizzato è che la mera consegna materiale di un pacco chiuso contenente medicinali venduti da un’altra farmacia non equivale automaticamente a una nuova attività di vendita .

La fattispecie non coincide integralmente con quella qui esaminata e non deve essere utilizzata isolatamente come autorizzazione generale. Rappresenta tuttavia un elemento interpretativo utile nel distinguere vendita e fase materiale/professionale della consegna.

Trasporto

La normativa contempla la movimentazione professionale delle sostanze sottoposte a controllo

Il D.P.R. 309/1990 non parte dal presupposto che ogni sostanza sottoposta a controllo debba essere movimentata esclusivamente a mano.

L’articolo 41 disciplina diverse modalità di consegna, comprendendo, nelle fattispecie cui la disposizione si applica, anche il pacco postale assicurato e l’agenzia di trasporto o il corriere privato .

Questo non significa che qualsiasi spedizione direttamente al paziente sia automaticamente consentita.

Dimostra però che la presenza di una sostanza sottoposta a controllo non rende di per sé incompatibile una movimentazione professionale, documentata e tracciabile.

Nel sistema qui illustrato il destinatario della movimentazione non è un indirizzo privato casuale, ma un’altra farmacia previamente individuata e disponibile alla presa in carico.
Perché esiste questa soluzione

Farmacia di prossimità e continuità terapeutica

Il problema non è soltanto teorico. Le farmacie che preparano cannabis terapeutica non sono distribuite uniformemente sul territorio e molti pazienti convivono con patologie croniche, dolore, disabilità o difficoltà negli spostamenti.

La disciplina deve quindi mantenere un equilibrio tra due esigenze entrambe essenziali:

  • il controllo rigoroso dei medicinali e delle sostanze sottoposte a controllo;
  • l’effettività dell’accesso del paziente alla terapia regolarmente prescritta.

È in questo contesto che assume valore il concetto di equivalenza funzionale: quando due procedure conservano le medesime garanzie sostanziali, è sostenibile valutare la procedura che evita un passaggio meramente formale senza ridurre il livello di sicurezza e facilita la continuità terapeutica.

Il principio non crea una deroga generale alla normativa sugli stupefacenti. Al contrario, presuppone che le garanzie applicabili siano mantenute integralmente.

La documentazione del paziente

Chi può ritirare la preparazione?

Anche sul momento del ritiro è opportuno evitare semplificazioni.

La documentazione del Ministero della Salute contempla espressamente sia il paziente sia la persona che ritira la preparazione magistrale .

Il Ministero ricorda inoltre che, ai fini della dimostrazione della liceità del possesso della cannabis per uso medico, deve essere consegnata copia della ricetta timbrata e firmata dal farmacista all’atto della dispensazione.

Paziente, prescrizione, preparazione e persona che effettua materialmente il ritiro devono pertanto rimanere correttamente collegabili e documentabili.

Da evitare

Cosa non consigliamo di fare

Spedire senza aver contattato la farmacia

La farmacia deve conoscere e accettare preventivamente la ricezione.

Usare la farmacia come semplice fermo deposito

L’impostazione più solida richiede una reale presa in carico professionale.

Perdere la riferibilità al paziente

Preparato, prescrizione e destinatario devono restare identificabili.

Confondere consegna e nuova vendita

Il ruolo economico e documentale della farmacia preparatrice deve rimanere chiaramente distinto.

Per le farmacie

Avete ricevuto una richiesta di presa in carico?

CannabiService mette a disposizione la nota tecnico-giuridica completa sul sistema protetto di accesso al farmaco e sull’equivalenza funzionale.

Domande frequenti

FAQ per la farmacia di prossimità

Posso ricevere una preparazione magistrale di cannabis da un’altra farmacia?

Secondo l’interpretazione tecnico-giuridica illustrata da CannabiService, sì, quando la farmacia ricevente viene coinvolta preventivamente e la movimentazione conserva prescrizione valida, identificazione del paziente, tracciabilità, custodia professionale e corretta consegna finale.

Devo essere io a ricevere per primo la ricetta?

Il Consiglio di Stato n. 6877/2024 descrive un sistema in cui la farmacia di prossimità acquisisce inizialmente la ricetta. Non risulta però una disposizione che renda necessariamente costitutivo questo ordine cronologico. Secondo la tesi dell’equivalenza funzionale, la ricetta può essere acquisita direttamente dalla farmacia preparatrice purché tutte le altre garanzie del sistema protetto rimangano integre.

Posso semplicemente dare il mio indirizzo al paziente?

È preferibile di no. La farmacia dovrebbe essere informata prima della movimentazione, conoscere la farmacia preparatrice e accettare espressamente la presa in carico del preparato.

La farmacia di prossimità deve vendere nuovamente il medicinale?

Non necessariamente. Occorre distinguere la vendita o dispensazione effettuata dalla farmacia preparatrice dal ruolo di presa in carico, custodia e consegna svolto dalla farmacia ricevente. Gli aspetti documentali e contabili devono comunque essere impostati correttamente nel singolo caso.

La cannabis può viaggiare tramite corriere?

La disciplina del D.P.R. 309/1990 contempla, per le fattispecie previste dall’articolo 41, anche consegne mediante pacco assicurato, agenzia di trasporto e corriere privato. Questo non equivale a consentire qualsiasi spedizione direttamente al paziente: il percorso concreto deve rispettare la disciplina applicabile.

Perché coinvolgere una farmacia vicina al paziente?

Per mantenere il medicinale all’interno di una catena professionale tracciabile e, nello stesso tempo, ridurre gli ostacoli per pazienti lontani dalla farmacia preparatrice, con difficoltà motorie o in terapia continuativa.

CannabiService considera questa procedura una regola espressamente prevista dalla legge?

No. CannabiService la qualifica come interpretazione giuridicamente sostenibile, fondata sull’equivalenza delle garanzie rispetto al sistema protetto richiamato dal Consiglio di Stato. La sentenza n. 6877/2024 rappresenta un importante precedente interpretativo, ma non una norma generale che disciplina ogni possibile fattispecie.

Dove posso scaricare il parere completo?

La nota tecnico-giuridica CannabiService del 13 settembre 2026 è disponibile gratuitamente direttamente in questa pagina. Puoi scaricare qui il PDF completo .

Ringraziamenti

CannabiService ringrazia l’Avv. Giacomo Bulleri per la collaborazione, il confronto giuridico e il contributo alla redazione della nota tecnico-giuridica “Cannabis terapeutica e sistema protetto di accesso al farmaco”.

Il lavoro nasce dalla volontà di offrire a pazienti, farmacisti e professionisti un quadro interpretativo chiaro, prudente e concretamente utilizzabile nella gestione dell’accesso alle preparazioni magistrali a base di cannabis.

 

Hai letto:
Titolo: Cannabis terapeutica e farmacia di prossimità: come ricevere il farmaco da un’altra farmacia

Pubblicato il:

Temi: 

  • Leggi
  • Medicina
  • Ricette